 |
Anna
Santinello Scultrice L’arte per me è
curiosità, scoperta di sé stessi in rapporto
al mondo e soprattutto ricerca.
Ho iniziato la mia avventura artistica con un po’ di
ritardo rispetto a quanto succede normalmente. Ho quindi tentato
di recuperare quegli anni con quell’entusiasmo a lungo
represso.
Il primo amore è stato per la pittura. Ho cercato di
dare nuova vita anche a materiali poveri, di recupero. Nelle
tele il colore forte e dominante veniva da me interpretato
con istintività, passione e grande emozione.
Più tardi, la materia ha preso il sopravvento portandomi
verso la tridimensionalità e quindi la scultura. Non
volendo dipendenza alcuna e rifuggendo manierismi di sorta
ho cercato qualche cosa che fosse solamente mio. Ecco allora
l’idea di intrecciare i fili come a formare la maglia
di un tessuto e a "costruire" la materia. Inizialmente
questi intrecci rappresentavano l’ossatura delle mie
sculture e venivano poi ricoperti con le stesse tele di lino
che utilizzo per i dipinti e sulle quali ponevo ceneri e pigmenti
vari.
Poi ho messo a nudo i miei fili.
Nella costruzione di questi corpi tronchi non mi sono preoccupata
di compiacere, provocare o dissacrare, ma ho cercato di esprimere
in modo armonico e lirico la complessità, la precarietà
e la fragilità della vita.
Rappresento la vita chiusa tra due soglie: la nascita e la
morte. Per questo motivo le mie sculture sono tronche, con
un corpo che si sfilaccia. Costruendo, iniziando a distruggere,
essere e non essere, nella vita noi come ciechi, in mancanza
di riferimenti non riusciamo a intravederne il senso. |
|
Ora realizzo le mie sculture con fili metallici di varia
natura, preferendo esprimermi attraverso grandi forme.
Intreccio questi fili senza seguire un progetto precostituito
perché concepisco così l’arte, come
qualcosa che si sprigiona, irragionevole e immediata.
E’ l’opera che ti conduce, non sei tu che
la governi e io mi lascio condurre seguendo semplicemente
l’ispirazione che la materia mi suggerisce per arrivare,
con un lavoro estremamente minuzioso e faticoso, ad un
risultato finale che prende lentamente forma in un complicato
intreccio di materia duttile e al tempo stesso così
resistente. Frutto della sola forza delle mie mani.
Mi esalta toccare, plasmare e modificare. Spero che nella
mia scultura si imprima la magia di qualcosa che si modifica.
Un semplice filo di rame o di ferro dà vita a una
struttura capace di emozionarmi come se stessi lavorando
a un elemento vivo: tale è il coinvolgimento da
annullare in me ogni fatica. |
|